Ieri sera ho visto un film che mi ha fatto riflettere, L' Esperimento, Das Experiment.
È basato sulla vera cronaca di un esperimento scientifico tenutosi negli Stati Uniti agli inizi degli anni Settanta, finito nel sangue e con l'arresto di quasi tutti i suoi partecipanti.
L'esperimento consisteva nel monitoraggio continuo attraverso microfoni e telecamere, di un gruppo di uomini chiusi in una finta prigione, in cui alcuni avrebbero rivestito il ruolo di prigionieri e altri di guardie carcerarie.
Dopo solo pochi giorni gli uomini nel ruolo delle guardie cominciarono ad abusare del loro potere e a provocare situazioni di forte stress. Un giorno in cui lo scienziato organizzatore dell'esperimento si era dovuto allontanare per un apio di giorni, lasciando un vuoto nel controllo, le violenze sfociarono nella vera e propria tortura: il potere, come un veleno, aveva fatto loro perdere aderenza alla realtà.
Quello che il film mi ha fatto pensare è che il potere è una cosa molto delicata, e una volta lasciato senza controllo porta sempre al suo abuso. Come una droga dà alla testa, e fa perdere il senso della realtà. Chi è in una posizione di potere deve per questo sempre essere controllato. Spesso però, chi ha il potere di controllare non lo fa, perchè chi ha il potere tende a tenerselo, intimidendo, minacciando o, più subdolamente, promettendo benefici, elargendo regali, illudendo le menti.
Tornando a noi, è secondo me, una simile volontà spasmodica e direi patologica di potere che ha spinto l'attuale vicesindaco Mannillo ad avvicinarsi alla lista opposta a quella in cui milita attualmente. La semplice considerazione del fatto che sarebbe stato candidato un altro al posto suo gli avrà tormentato ogni pensiero, magari togliendogli il sonno... “ci ero così vicino, e ora devo tornare indietro”... avrà pensato. Ed ecco l'idea geniale: “cambio sponda, vado con i nemici al momento senza un valido candidato”. In una situazione “normale” dove gli amministrati controllano e giudicano gli amministratori, il nostro Mannillo a dir poco almeno uno sputacchio in faccia se lo sarebbe beccato (in modo figurato almeno)... ma invece nulla, c'è addirittura chi lo incoraggia... e chi come al solito non parla, perchè sta alla finestra e cerca di capire qual'è la lista con le maggiori possibilità per buttarsi all'ultimo momento sul carro del vincitore.
Tutto nella più completa mancanza di moralità, non solo politica ma direi anche umana.
E chi non sta al gioco, chi non si sente di essere così, si sente come uno dei prigionieri del film di prima, combattuto tra il pensiero di evadere e non pensarci più e quello invece di ribellarsi e bruciare tutta la baracca.
Avremmo il voto, direte voi... si.. a quanto pare andremo a scegliere tra i fasci-accatto-comunisti con a capo Mannillo il Caimano e il Biasox Team II con a capo Marrese, uno che in 40 anni di consigliere nessuno ha mai capito se è proprio muto oppure è moooolto riservato.
In quel film i prigionieri alla fine riuscivano a scappare, e i carcerieri venivano arrestati dalla polizia... ma era solo un film.
Cikipanzo