Io amo l’amministrazione comunale di Carinola. Proprio così, è bello vedere un team di persone accreditate, pieno d’igegno e voglia di fare, sempre vicino ai cittadini. Chat
venerdì 5 dicembre 2008
Sogni annebbiati
Io amo l’amministrazione comunale di Carinola. Proprio così, è bello vedere un team di persone accreditate, pieno d’igegno e voglia di fare, sempre vicino ai cittadini. mercoledì 3 dicembre 2008
Perchè non posso dirmi di sinistra
l'assessore regionale Di Carlo in un fuori onda di Report sui suoi rapporti con il monopolista della gestione dei rifiuti della Regione Lazio.
lunedì 1 dicembre 2008
Le tante facce delle mafie
La prepotenza è sempre sopraffazione, è sempre arroganza, è sempre despotismo. È sempre aggressività ed ingiustizia. E’ sempre chiusura mentale, ignoranza intellettuale e spirituale. Profonda ignoranza.Domande su Saviano
N.B. Per questo sondaggio non sono previsti commenti. Per problemi di accesso o domande inviate una mail a redazione@ilquiquiri.com
Grazie
La Redazione Il Quiquiri
venerdì 28 novembre 2008
Lettera da Milano
martedì 25 novembre 2008
La Pax Mannilliana
Che musica, che volti fieri! occhi – soprattutto quelli del sindaco- che esprimevano gioia, sogni di gloria di un vicinissimo cambiamento. lunedì 24 novembre 2008
Cosa stanno facendo?
Si precisa che i fiori e la bandiera sono lavori realizzati dagli operai del comune e non hanno niente a vedere con la fantomatica ditta che ha girato e rigirato intorno al monumento per tanto tempo.
sabato 22 novembre 2008
Il nuovo look del Campanile
giovedì 20 novembre 2008
Risposta del Presidente dell'associazione Nessun Dorma
mercoledì 19 novembre 2008
La lunga strada
Per non essere troppo qualunquista (una parola molto di moda tra i politici Italiani quando si parla in negativo della casta) vorrei concentrarmi sul ruolo d’assessore alla cultura che nel nostro comune assume i tipici caratteri del “masto di festa”. Proprio così, il compito dell’assessore alla cultura carinolese è quello di stilare un calendario di eventi, logicamente non curati da lui, ed elargire soldi ad amici e clienti di vario tipo. Così faceva la Mazzucchi e, giustamente, per senso di continuità, lo stesso sta facendo il nazicomunista Mattia Di Lorenzo. Sia chiaro, quello che sto tentando di dire non è la solita critica alle feste sagre ecc. ecc. che a mio avviso sono sempre ben gradite ma è piùttosto l’analisi di un modo di fare che continua a perpetuarsi senza via d’uscita da ormai troppo tempo.
L’assessorato alla cultura a Carinola sembra quasi come un compito di ripiego e di copertura finalizzato all’auto-celebrazione della corrente politica al potere, dove tra festicciole e premi, dove la cosa più importate è sempre il buffet, la classe amministrativa illude e si auto illude di saper fare cultura. Ma la CULTRA e decisamente ben altra cosa. La CULTURA è crescita, valorizzazione di un territorio è la radice dell’identità di un popolo. A Carinola non si è mai pensato d’investire in cultura in quanto gli affari veri si fanno con l’urbanistica, con l’ecologia, con le consulenze e soprattutto con il cemento, riducendo la cultura a semplice motivo ludico estivo svilendone così il vero significato e appiattendo le competenze dell’assessorato in questione. In questi anni non si è fatto nulla e l’attuale assessore Di Lorenzo, dopo anni di critica feroce (e giusta) nei confronti della Mazzucchi, ha ben deciso di continuare sulla stessa via interessandosi esclusivamente ai giochi politici che, sicuramente, offrono più prospettive personali.
Carinola, che potrebbe vivere di cultura, sembra avviarsi verso uno spaventoso cammino di anonimato culturale che cancellerebbe inevitabilmente i secoli di storia che hanno caratterizzato il nostro territorio accostandosi senza mezzi termini all’anticultura dei centri a noi vicini che come sappiamo non se la passano troppo bene. Eppure basterebbe così poco per offrire ottime opportunità al nostro comune per inserirsi nei circuiti culturali che contano: basterebbe sacrificare un’ estate carinolese e con i soldi risparmiati si potrebbero rifunzionalizzare strutture comunali lasciate a marcire, trasformandole in centri di cultura come, ad esempio, un museo che ospiti i reperti archeologici presenti nei nostri confini i quali, invece, vanno ad arredare le case di estranei. Oppure si potrebbero creare spazi per le associazioni fattive che coordinate dall’assessore alla cultura potrebbero unitamente lavorare per il nostro comune dando vita a vere iniziative. Invece, a Carinola, è sempre tutto uguale da anni dove se sei cliente fai, anzi hai (cosa ben diversa) : basta pensare all’usufrutto gratuito dell’ex carcere feminile di Carinola ad una pseudo associazione, i cui componenti hanno ben pensato di schierarsi dalla parte del sindaco il quale, inoltre, gli ha affidato (sempre a questa anomala associazione che a quanto pare è priva sia d’iscritti che di statuto e consiglio, elementi che ne certificherebbero, appunto, la connotazione di associazione) il restauro di monumenti vari. Un piccolo esempio che dimostra la prerogativa di non fare, ma dare per avere voti.
Nella mia ingenuità, l’assessore alla cultura lo immagino come una persona che quotidianamente vive nella cultura, un appassionato che non perde occasione di informarsi sulla mostra di turno, sull’evento del mese, da cui imparare per applicare da noi. Una persona che sia concentrata a far conoscere tutto il bagaglio del proprio popolo e non semplicemente un masto di festa interessato solo a quelle dinamiche politiche finalizzate all’autoconservazione e al resoconto personale. In piccole realtà sicuramente più fortunate di noi che non hanno come targa CE vengono invasi da persone da tutta Italia per partecipare a seminari, stage e workshop tenuti da esperiti del settore culturale. Mi spiego meglio, il mio assessore ideale informatissimo com’ è del panorama culturale italiano, potrebbe organizzare un seminario di giornalismo ( la prima cosa che mi è venuta in mente) invitando (pagando) uno dei giornalisti più in voga, pubblicizzare il bando di partecipazione su internet o presso testate giornalistiche e vedrai che Carinola si riempierebbe di persone che, logicamente pagando l’iscrizione al seminario, non solo porteranno a casa un attestato di partecipazione ma avranno conosciuto il territorio carinolese aiutando le casse del comune. Quello dei seminari è una proposta che in piccole località di campagna come la nostra funziona da anni ricavandone non solo pubblicità del territorio ma anche discreti introiti economici. Il mio assessore alla cultura ideale dovrebbe essere un coordinarote tra le diverse realtà, una fucina di idee ma invece l’assessore, quello vero, preferisce le sagra del baccalà e ovviamente la propria carriera politica. Sono sicuro che si dirà che il comune in questi mesi si sta dedicando molto alla cultura con la partecipazione del salone internazionale del gusto a Lugano, con il restauro dell’Episcopio, con il progetto della scuola unica che, secondo il mio modesto parere, in un’area che vanta una storia millenaria, è semplicemente il minimo.
Un popolo senza cultura o meglio senza la coscienza della cultura è un popolo destinato alla becera omologazione alla cultura del cemento.
De Popa
lunedì 17 novembre 2008
Pari opportunità all'italiana
venerdì 14 novembre 2008
Genna’, quanto ti costa quella poltrona?!
Un trafiletto di qualche giorno fa mi ha fatto un po’ scuotere la testa. A Sessa Aurunca si è tenuto un convegno del Popolo delle Libertà che si appresta a diventare PPE, Partito Popolare Europeo, con la partecipazione di Ventre, Nicola Cosentino, Mario Landolfi, tutta la crema della destra nostrana. Durante il convegno sarebbero state esposte le modalità attraverso cui il Pdl si trasformerà in PPE. Le solite chiacchiere di facciata, insomma, sotto le quali probabilmente si celano meschine lotte di potere, analoghe a quelle scatenatesi al momento dello scioglimento dei DS e Margherita per creare il PD. Da due partiti ne nasce uno, e cioe’: meno incarichi da spartire. martedì 11 novembre 2008
La più sonnolenta delle associazioni
C’è una cosa che mi piacerebbe tanto fare a Natale: regalare una sveglia, una di quelle antiche e belle trillanti, ad ogni ragazzo di Casanova, soprattutto a quelli di “Nessun dorma” che, dopo un’ improvvisa quanto effimera vampata estiva, sono caduti irrimediabilmente in un letargo senza speranza.

