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lunedì 11 gennaio 2010
Resoconti e risvolti
venerdì 8 gennaio 2010
Forza Gennaro
lunedì 4 gennaio 2010
E chest’ è!
Vincenzo lo conosciamo tutti o quasi. Vive solo in un vecchio appartamento malandato nei pressi dell’Annunziata a Carinola, sfornito di qualsiasi comodità. La poca pensione di cui gode non gli permette di ristrutturare la casa né di munirla delle comodità di cui avrebbe bisogno. Il risultato di tutto questo è che Vincenzo, d’inverno, muore di freddo e solo il buon cuore del dott. Apicerni che gli permette di dormire nell’anticamera del suo studio, lo salva da una morte da barbone….Quanti Vincenzo ci sono nel nostro Comune? A chi spetta la cura di questi cittadini più infelici? Solo alla carità cristiana delle persone?Non voglio dire altro. Se si pensasse di più, mediante l’istituzione di un minimo di servizi sociali, a risolvere problemi seri come questo e che investono una buona fascia di popolazione, potremmo parlare di Comune con la C maiuscola. Ma finché manca l’attenzione verso le fasce più deboli, l’istituzione Comune manca di assolvere ad una delle sue funzioni più fondamentali.
Befy
giovedì 31 dicembre 2009
mercoledì 30 dicembre 2009
Le smentite di Feltri

Ma non bisogna lasciare da parte queste informazioni.
Le accuse di molestie omosessuali di Boffo, direttore di Avvenire, verso il marito di una signora si sono rivelate una grande bufala. Il signor Feltri voleva solo deviare l’attenzione dalle avventure sessuali del Premier verso altre direzioni. E ci è andato di mezzo Boffo perché anche il suo giornale, di solito pacato ed estraneo a certe cose, si era permesso di lanciare qualche accusa contro l’intoccabile Presidente del Consiglio.
Ora dopo tre mesi, Feltri smentisce e dice che la ricostruzione dei fatti non corrisponde al contenuto degli atti processuali. Una fotocopia del casellario giudiziale e una nota a parte che riassumevano la motivazione della condanna gli erano state passate da un “informatore affidabile” a cui lui aveva creduto ad occhi chiusi…. Balle!
Ragionamento: come può un direttore giornalistico che si ritiene serio e credibile (?) pubblicare una notizia che accusa un altro direttore senza verificarne la veridicità?
Conclusione: visto la pubblicazione di una notizia falsa, Feltri non è né serio e né credibile.
Quale era veramente il suo intento, quello di dare una notizia irrilevante per la vita della nazione o quella di distogliere l’attenzione da Berlusconi che in quel momento era sotto le mire della stampa nazionale ed estera per le sue avventure sessuali a Villa Certosa e salvargli così la faccia?
Conclusione: quella di salvargi la faccia.
Chi è veramente Vittorio Feltri? Perché ci teneva tanto a salvare il Cavaliere?
Chi mai può essere: uno scudiero al soldo del Premier.
E come mai ora, all’improvviso, si ricrede e smentisce la notizia che tre mesi fa ha sollevato un polverone?
Conclusione: Tre possono essere le motivazioni. Primo: lo scopo che si era prefisso è stato raggiunto e quindi è bene riabilitare Boffo per riallacciare buoni rapporti con la Chiesa. Secondo: è stato lo stesso Premier ad imporglielo sempre per riallacciare i rapporti con la Chiesa e non averla contro in un momento per lui molto critico. Terzo: Feltri sente puzza di ruzzolone per il Cavaliere e vuole mettersi le spalle al sicuro. Non si sa mai.
Ma chi veramente può prendere in considerazione uno come Vittorio Feltri?
Conclusione: solo gli stupidi e i disinformati. E l’Italia ne è purtroppo piena, sia degli uni che degli altri.
In fin dei conti, anche lui deve stare bene attento, visto che non è quello stinco di santo che vuole far credere agli altri. Anche lui è stato condannato a 18 mesi per diffamazione e la condanna è facilmente reperibile in rete, basta cercare Vittorio Feltri condannato. E anche lui è stato accusato, attraverso una lettera anonima, di avere il “vizietto” dell’omosessualità.
Non voglio mettermi a sindacare se Feltri è o non è omosessuale, non mi interessa, ma prima di scagliare la prima pietra sugli altri è bene esaminare i propri peccati. Prima o poi, tutti i nodi vengono al pettine.
White Jaguar
lunedì 21 dicembre 2009
Le fantastiche avventure di Giggino e il tasso
Perché ti stupisci così tanto? – chiese con calma il tasciuto - sono Brunetta, l’ambasciatore del regno di Piedmontin e porto notizie gravi: il reggente della contea è caduto vittima della terribile epidemia della scrofa, e i suoi sudditi si trovano senza una guida. Solo tu, data la tua esperienza maturata nella contea di Calenum al seguito di ben due mostri sacri come il temibile Biasox e il suo degno successore Giano dè Fontanavecchia detto il Bifronte, puoi condurci verso il superamento di questo periodo di crisi e verso un nuovo inizio.
Lusingato, Giggino si versò un altro drink, e fece per pensarci su.
Coraggio – insisté il tasciuto – seguimi attraverso le montagne e torna nel villaggio dove sei nato.
Giggino esitò. Guardò dalla finestra l’appezzamento di terreno dove nei suoi piani sarebbe sorto il Polo scolastico, e sembrò deciso a voler scacciare l’incomodo ospite. Poi improvvisamente prese la sua vecchia e polverosa casacca da montagna, e si incamminò dietro al tasciuto.
Continua…
martedì 15 dicembre 2009
Caspita! E’ di carne!
Pensavo che il nostro Premier, nella sua onnipotenza e onnipresenza, fosse fatto di una materia non di questo mondo. Un insieme di fotoni sconosciuti che gli davano l’immortalità e quindi l’arroganza verso i comuni mortali non sintonizzati sulla sua lunghezza d’onda. Quel bel viso liscio super tirato, i finti capelli sempre a posto, quello pseudo-sorriso stampato sul viso in tutte le occasioni offrivano l’immagine di un super-eroe inattaccabile, ricomponibile, sempre in piedi, come Ercolino, il vecchio pupazzo di plastica di tanti anni fa.sabato 12 dicembre 2009
Al signor Corona
giovedì 10 dicembre 2009
Il gatto e la volpe
Perché perplesso e infastidito? chiederete voi. In fin dei conti si tratta di una buona proposta, da non prendere sottogamba. Infatti, nulla da eccepire sulla proposta. Solo che la stessa, identica proposta è stata fatta dal sottoscritto dalle pagine del Quiquiri, un blog che reputo dinamico, propositivo e anche abbastanza impegnato.
E’ vero che non mi sono neanche firmato scrivendo quel post, ma l’articolo è là, leggibile, riscontrabile, verificabile e porta la data del 12 novembre scorso.
Cosa succede sui blog di Carinola? Si gioca al gatto e alla volpe?
Non è la prima volta che delle proposte provenienti dal Quiquiri se ne appropriano altri personaggi per dar lustro a se stessi o anche al proprio partito politico, fingendosi candidi come agnelli. E’ successo con la proposta della borsa di studio intitolata al ten. Giovanni Pezzulo di cui si appropriò il candidato della Margherita alle ultime elezioni; oppure con quella di consorziare l’agricoltura il cui post porta la data del 24 luglio 2009 e con tante altre proposte che ora neppure ricordo.
Anche se questo mi fa enormemente piacere perché vuol dire che le idee sono valide, devo ammettere che non è corretto ignorare o fingere di ignorare che esse provengono da altre fonti.
Il Quiquiri è un blog che predilige l’anonimato, è vero, ma questo non vuole dire che dietro ci siano i fantasmi; basterebbe solo dire “proposta dei ragazzi del Quiquiri” o come dir si voglia e la coscienza sarebbe a posto. Tutti felici e contenti.
Con questo, non voglio neppure accusare Roberto di essersi impadronito di un’idea pensata da altri perché magari davvero non l’ha letto il post (ma perché ci ha tenuto tanto a precisare che l’ha sentito a Canale 5, forse per avere un alibi?). Anche questo però è un punto a suo sfavore. Vuol dire che non sta attento a ciò che succede intorno a lui. Non ascolta, non sa ascoltare o non vuole ascoltare le poche voci critiche o meno che pur cercano di smuovere un po’ le coscienze in questo territorio. Anche lui è pieno di prevenzioni verso certe realtà perché si attacca all’apparenza e non ai contenuti preferendo la sicurezza di un nome scritto sulla carta, ignorando o fingendo di ignorare chi questo nome non lo scrive.
Ma se io mi firmassi Antonio, Francesco, Giuseppe o Giovanni, farebbe differenza?
Caro Roberto, non sapresti mai se il mio nome è quello giusto o che faccia io abbia. Perciò impara ad ascoltare chiunque, impara ad ascoltare l’ “altro”, anche se non ha nome e non ha volto.
FN
martedì 8 dicembre 2009
Alla ripudiata Vestale di Bacco
sabato 5 dicembre 2009
Il comunista Fini

venerdì 27 novembre 2009
La morte delle Palme - post fotografico
Rhynchophorus ferrugineus
Il Rhynchophorus ferrugineus è un coleottero curculionide molto dannoso alle piante di palma.
La specie è originaria dell’Asia meridionale e Melanesia. Sono segnalati gravi danni nei palmeti da dattero della penisola arabica. Nel 1994 l’insetto è comparso per la prima volta in Europa e precisamente in Spagna; dall'anno 2005 è segnalato anche in Italia (Sicilia, Campania, Puglia, Lazio e Toscana).
L’insetto vive all’interno della palma, dove compie interamente il suo ciclo vitale. La femmina depone circa 300 uova distribuite alla base delle giovani foglie o sulle ferite delle foglie o in cavità del tronco della palma. Le uova si trasformano in 2 o 5 giorni in piccole larve che bucano le palme, cibandosi dei tessuti delle stesse, eliminando tutto il materiale fibroso. Le larve si muovono verso l’interno della palma scavando tunnel e larghe cavità, si possono trovare in qualsiasi parte della palma, anche al colletto. Il periodo larvale varia da 1 a 3 mesi. Le larve si impupano in un pupario cilindrico formato da strati fibrosi, generalmente questa fase avviene fuori dal tronco alla base della pianta. Dopo 14-21 giorni fuoriescono gli adulti. L’intero ciclo dura 4 mesi.
Sullo stesso albero di palma possono sovrapporsi più generazioni dell’insetto. Generalmente il curculionide non si sposta in una nuova palma finchè non ha completamente distrutto quella su cui vive. I danni sono causati dalle larve e sono visibili solo quando il curculionide ha colonizzato l’intera pianta, che collassa.
Pertanto nei casi sospetti circa la presenza del coleottero in Campania, si raccomanda di informare il Servizio Fitosanitario Regionale, ai seguenti recapiti, presso i quali è possibile anche ritirare copie dell'opuscolo informativo "Attenzione al Punteruolo rosso della palma":
Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.
Gesù per primo, poi i Maia, poi Nostradamus hanno previsto la fine del mondo. Avverrà il 21 dicembre 2o12 come va per la maggiore? Un fatto è certo se il vangelo è degno di fede ci avverte che ci saranno dei segni premonitori. La distruzione delle palme, la pandemia dell'influenza suina, terremoti e cataclismi vari di insolità potenza si possono interpretare in quel senso?
mercoledì 25 novembre 2009
La Raccolta delle Olive - considerazioni
Volge quasi al termine la raccolta delle olive, ma restano ancora da raccogliere le cosiddette qualità tardive. Qualcuno giura che per talune qualità si aspettava fino a gennaio per farle cadere e raccoglierle sui teli. Ma da qualche anno la metodologia di raccolta è stata in larga misura rivoluzionata dai carinolesi con la raccolta a mano, o per le grosse piantagioni, attraverso una macchina testata. Il passaggio successivo sarebbe quello di andare subito al frantoio per passare le olive alla molitura nel più breve tempo possibile. Ma questo non avviene quasi mai. Purtroppo la produzione quest’anno è stata abbastanza fiacca, almeno per i piccoli produttori. Tuttavia sono ancora quei pochi grossi produttori ad imbottigliare il prodotto con una certa tracciabilità (percorso informativo che segue il prodotto da monte a valle) e rintracciabilità (percorso inverso a quello di tracciabilità), provando a infilarsi in un mercato saturo. Il resto dei possidenti produce per uso familiare. Eppur si fa un olio vergine ed extra vergine che ha quella particolare “tipicità” che ha origine da questo speciale territorio, ma che manca di una strategia di promozione efficace sia da parte di associazioni o corporazioni che non esistono, sia dai frantoi stessi, sia dalle istituzioni. E’ anche vero che l’olio d’oliva carinolese non ha una produzione così alta e quindi capace di affrontare campagne di promozione, ma è pur vero che è necessario a questo punto trovare una strategia finanziariamente conveniente per far conoscere il territorio dove viene prodotto un olio di qualità. Si potrebbe cominciare con l’ottenimento di certificazioni, quindi le denominazioni d’origine, fornirsi di marchi collettivi, sperimentare produzioni biologiche. Tutto questo lo stanno sperimentando altri territori d’Italia (Piemonte ad esempio), anch’essi alle prese con una crisi profonda nel settore agro-alimentare, ma che vogliono fare di un prodotto di “nicchia” come l’olio extravergine d’oliva, una fonte di sviluppo per un’intera comunità. Ritornando a noi è facile capire come le zone collinari casanovesi, le campagne carinolesi, quelle di Casale, che si vanno accrescendo giorno dopo giorno di uliveti giovanissimi, debbano a questo punto muovere dei passi successivi: la cooperazione fra più piccoli produttori. Tuttavia questo processo successivo ha evidentemente bisogno dell’ausilio dell’amministrazione, che non può pensare di cavarsela solo con la Festa dell’Olio (per la quale almeno una relazione scritta potrebbe essere diffusa). Quindi se non altro d’un altro frantoio di modo da suscitare concorrenza produttiva nel territorio carinolese.Aureliano Babilonia





