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martedì 30 marzo 2010
Risultati Regionali - Carinola
Voti %
CALDORO STEFANO (Centrodestra) 2.751 59,41
DE LUCA VINCENZO (Centrosinistra) 1.829 39,50
FICO ROBERTO (mov. 5 stelle) 25 0,53
FERRERO PAOLO (Sinistra e libertà) 25 0,53
Dettagli:
Centro-destra Voti %

Centro-Sinistra Voti %

Preferenze MPA- Nuovo PSI

Preferenze Popolo della Libertà

Preferenze Partito Democratico

Preferenze Sinistra Ecologia e Libertà

Preferenze Alleanza per L'Italia

a seguire i risultati delle provinciali
Fonte: Ministero dell'Interno
CALDORO STEFANO (Centrodestra) 2.751 59,41
DE LUCA VINCENZO (Centrosinistra) 1.829 39,50
FICO ROBERTO (mov. 5 stelle) 25 0,53
FERRERO PAOLO (Sinistra e libertà) 25 0,53
Dettagli:
Centro-destra Voti %
Centro-Sinistra Voti %
Preferenze MPA- Nuovo PSI
Preferenze Popolo della Libertà
Preferenze Partito Democratico
Preferenze Sinistra Ecologia e Libertà
Preferenze Alleanza per L'Italia
a seguire i risultati delle provinciali
Fonte: Ministero dell'Interno
domenica 28 marzo 2010
L'impero dei furbi
Stiamo proprio facendo una brutta fine, in pieno impero dei furbi. Questi fanno di tutto e di più e poi hanno anche la faccia tosta di fare le battute. Qua c'è gente che muore sul lavoro, c'è gente che si ammazza perchè lo ha perso e questi ridono e fanno le vittime. Ma le vittime di che? Chi prende le tangenti, chi affitta le escort, chi fa gli affari sui terremoti, sulle disgrazie, sulla sanità, chi corrompe, chi ruba al pubblico e ai privati... e la smetto se no l'elenco diventa inarrestabile. Ma la cosa più grave, che mi fa incazzare profondamente e che mi stimola a non uscire più di casa, è che, ammettiamolo, qui c'è una marea di gente che li approva, che non si incazza per niente, che non si scandalizza più di niente. Ma cazzo, è tutto così normale?
Preti che invece delle anime cercano i corpi; carabinieri che invece di perseguire i criminali fanno i criminali, onorevoli che si vendono alla mafia e agli affaristi per soldi e per donne di dubbio gusto, e nessuno dice niente. Qua si suda per racimolare l'euro, per pagare le bollette e questi spandono e spendono cifre che noi non abbiamo mai visto in faccia, tutto alla faccia nostra, che siamo anche quei lestofanti di "comunisti", che una volta mangiavano i bambini e invece adesso si travestono da magistrati o da giornalisti e impediscono la democrazia.
Ma che democrazia? E' questa la democrazia? E nessuno s'incazza? E li votano pure? Ma che è ,masochismo allo stato puro? Più ci maltrattano e ci pendono per il c. e più ci va bene? Abbiamo fatto proprio una bella fine!
Scusate lo sfogo
Scusate lo sfogo
Cavallo Pazzo
giovedì 25 marzo 2010
Biasox all’ultima battaglia
In quell’anno la primavera era molto in ritardo, le giornate fredde ed uggiose dell’inverno non volevano abbandonare il regno di Maradonia, quasi un segno premonitore di sventure che dovevano calare sul regno. Ed infatti così fu: l’amatissimo re don Antonio Afraulanum de Mondezzis, offeso perché messo sotto accusa dalla grande Inquisizione, si ritirò a vita privata. Dal suo ritiro si scatenò una furiosa guerra di successione tra i suoi baroni per subentrargli. I baroni ovviamente cercarono di arruolare quanti più vassalli possibile per occupare il trono rimasto vuoto.
Il risultato positivo del gran suffragio era determinante per il suo futuro, sia per il suo incarico come responsabile delle acque e per il suo ritorno come conte di Calenum. Così fece presentare due sue delegati in contrapposizione al Russo, Franciscus de Giallibus e Grigorio il Rosso della contea dei Ciuchis, con due obiettivi: il primo di conquistare tanti suffragi a suo favore e e il secondo, per toglierne il più possibile all'odiato nemico Antonio il Russo e per impedirne l'elezione.
Nello stesso tempo mise in movimento le dame e i servitori della gleba rimastigli fedeli per sostenere il suo rappresentante presso il gran consiglio del regno, tale Fabozzius, proveniente dalle Terre dei Fuochi dove svolgeva gran parte dei suoi lucrosi affari. Il conte Biasox, dopo aver impartito le ultime disposizioni ai suoi fedeli sudditi, fece finta di addormentarsi profondamente come segno di fiducia nel risultato della sua battaglia, che in quanto decisiva poteva essere anche l'ultima.
Continua….forse
Il Conte del Grillo
martedì 23 marzo 2010
Perché dovrei farmi prendere per i fondelli?
Sono una persona molto scomoda perché molto critica. Una di quelle persone a cui nessuno osa chiedere il voto perché non si sa da che parte sta o come la pensa. Non sono perciò facilmente abbordabile politicamente e, tutto sommato, va benissimo così.
Mi piace guardarmi intorno, capire, analizzare e poi tirare le somme. Ma, parafrasando la proprietà commutativa dell’addizione, comunque cambi l’ordine degli addendi, la somma non cambia.
Sono più di cinquant’anni che si ripete sempre lo stesso copione e il risultato di questa ciclica farsa elettorale è sotto gli occhi di tutti: Carinola sta lentamente morendo e continua a morire man mano che il tempo passa. Nessun politico, che io ricordi, è mai riuscito a tirarlo fuori dalla sua agonia, anzi qualcuno ha contribuito a scavargli una fossa più profonda.
Si è andato avanti con una politica clientelare vergognosa. Il Comune lo hanno mangiato o fatto mangiare a piccoli pezzettini. Lo hanno distrutto e fatto distruggere in quanto di bello, di naturale e di storico c’era e ora, quello che ci ritroviamo, è un territorio tradito, avvilito che suscita un triste senso di abbandono.
I nostri paesi hanno perso, strada facendo, la loro aura d’antichità e sono diventati un’accozzaglia di fabbricati amorfi, senza infamia e senza lode, perché non sono mai stati urbanisticamente ottimizzati. Tutto ciò che era valorizzabile è stato distrutto a causa di interventi fatti in penosa economia o vergognosa incompetenza, vedi Fontana Vecchia e Grangelsa. Ciò che di bello e artistico ancora c’è, giace nella trascuratezza più nera, vedi Palazzo Marzano.
Siamo un Comune che offre ben poco ai residenti e un richiamo turistico assente perché di caratteristico non c’è più nulla. Di che cosa si dovrebbe innamorare un turista in questo luogo?
Facciamo come i gamberi: camminiamo all’indietro. Qualcosa è stato fatto, ma sono più i passi indietro che quelli in avanti.
Ora si ricomincia con le parole. Sono cinquant’anni che i candidati dicono le stesse identiche cose; sono altrettanti anni che anche noi diciamo le stesse identiche cose. Non vi sembra che basti?
Sono in ballo questi cinque carinolesi a cui si aggiungono i due di Falciano. Mi piacerebbe dare fiducia almeno ad uno di loro, ma perché dovrei credere che loro possano essere diversi dagli altri che abbiamo avuto? Perché dovrei credere che nella loro candidatura vi sia l’interesse per i cittadini e il territorio prima che il proprio? Ma dai! Dovrei crederci sulla parola? No, grazie. A dire la verità, sono stufo di essere preso per i fondelli.
Sfiduciato nero
venerdì 19 marzo 2010
Il penultimo dei Mohicani
Stanotte a Casanova all'improvviso è morto un ragazzo dall'esistenza difficile. Tutti lo conoscevano perchè in paese ci si conosce tutti e anche perchè lo consideravano l'ultimo tossico. Ultimo nel senso che era sopravvissuto ad un numero considerevole di giovani coetanei che avevano intrapreso insieme a lui la strada della droga e lo avevano preceduto nel lasciare questa vita. Aveva quarant’ anni, ma per tutti era un ragazzo mai diventato uomo, rimasto a combattere ogni giorno per procurarsi il suo pane quotidiano che era la droga.
Questa malattia, che alcuni sbagliando definiscono vizio, lo aveva preso in un abbraccio simile a quello di una piovra gigante che non gli ha permesso mai di vivere liberamente e di crescere. Lo aveva diviso in due persone, una disponibile ed educata, l'altra ombrosa, permalosa e orientata al male.
Nei momenti di calma, si poteva discorrere con lui di tutto o gli si poteva affidare qualunque lavoro, sicuri che lo avrebbe portato diligentemente a termine. Nei momenti di astinenza, invece, si aveva di fronte un'altra persona, una tigre in gabbia pronta a scattare ed arraffare qualunque cosa gli potesse servire per placare il fuoco che gli bruciava dentro.
Chi lo emarginava, chi lo aiutava materialmente, familiari per primi. La massa lo evitava; parecchi cercavano di ignorarlo, facendo finta di non vederlo per strada per non dargli un passaggio. La sua malattia era di quelle gravissime ma non incurabili, che per essere debellate hanno bisogno di essere affrontate da medici capaci e persone volenterose che da noi non esistono.
Un’ intera generazione di questo paese è sparita colpita dallo stesso male, nell'indifferenza di tutti, istituzioni comprese. Se dai cittadini comuni c'è stato qualche cenno di solidarietà, dalle istituzioni niente di niente.
Dopo decine di decessi per la stessa malattia, nemmeno un osservatorio sul fenomeno in un paese dove si creano osservatori su tutto. Se non si parla di un problema sicuramente non si potranno trovare i rimedi per risolverlo! E così questo male ha portato via tanti validi giovani e tutti bravi, non per fare ora un elogio funebre, ma perché veramente bravi.
Lo Stato, parola di cui tanti si riempiono la bocca e… la pancia, non è esistito per questi ragazzi, né esiste per quelli nati dopo di loro, almeno per metterli in guardia da certi abusi. Non si è mai cercato di istituire un centro riabilitativo o almeno qualche figura specializzata in materia che potesse aiutarli, se non curarli.
Abbandonati a sé stessi ed al loro destino inesorabile è la triste sorte di questi giovani. L'unico rimedio è sempre quello antico della famiglia, per chi ce l'ha, che deve vigilare sui propri figli e pregare che non incappino in queste disavventure perché, una volta dentro, difficilmente si riesce ad uscirne, vista l'assenza delle istituzioni. Quando ci si rende conto che si vive in una società in cui certe malattie non sono curate, bisogna far attenzione a non ammalarsi perché inevitabilmente esse portano alla morte.
Auguriamoci che questo ennesimo decesso non sia avvenuto invano, ma che serva di lezione ai giovani e a chi li cura, in modo da evitare che altre generazioni si disperdano nel nulla. Purtroppo si deve ricordare il penultimo dei mohicani e non l' ultimo in quanto, facilmente, qualcun altro lo seguirà, nonostante i nostri cuori sperano ardentemente di no.
Quanto amore per gli italiani
Domani il Popolo della Libertà scenderà in piazza per una festa di gioia e d’amore al Circo Massimo di Roma, per dimostrare al mondo intero che loro non sono contestatori come il popolo viola, non creano problemi. Loro sono il Popolo della Libertà, capace di grandi slanci affettivi, di comprensione e misericordia. E per rendere tutti partecipi di questa grande festa dell’amore, Silvio ha mandato milioni di sms dicendo che li aspetta tutti a Roma domani, per renderli partecipi di tanto amore. Che tenero.
Domani La Russa perderà quel ciglio fascistoide che aveva mentre scuoteva il giornalista Carlomagno e sarà tutto amore e dolcezza. Maroni, Bossi e Calderoni stringeranno al cuore tutti gli extra-comunitari che abbiano un regolare permesso di soggiorno. Saranno tutti lì a dire stronz… pardon, a dire tante cose belle, ad ascoltare e raccogliere a bocca aperta tutti i fiori di verità che usciranno dalle labbra del Premier.
Si abbracceranno, si sorrideranno, si ameranno come pargoli.
I politici dimostreranno alla nazione intera quanto amore, quanta tenerezza, quanto interesse, quanta comprensione hanno per gli italiani. Quelli che votano Pdl.
Forse, di fronte a tanta tenerezza, qualcuno che aveva deciso di votare contro sarà talmente coinvolto in quella spirale d’amore che ci ripenserà e voterà Pdl.
Gli altri italiani, quelli che pensano e fanno domande indiscrete, quelli che vogliono sapere perché tantissime persone si trovano oggi senza lavoro e perché tantissimi giovani non intravedono un futuro, quelli che lottano per la pluralità dell’informazione e per una giustizia che sia giustizia, quelli a cui piace ascoltare Santoro, quelli no, non sono italiani. Sono semplicemente dei “comunisti”. Il peggio degli uomini, il peggio di tutta la società e che vanno schiacciati, zittiti, annullati. In ogni società che si rispetti, c’è sempre una categoria di “cattivi” responsabili per tutto il male del mondo. In Italia abbiamo i “comunisti”, che come dinosauri, sono stati riscoperti da Silvio, visto che erano scomparsi da decenni. Sono loro che attentano all’incolumità di questo governo, tramando e ordendo continue congiure in ogni luogo. Persino ai piani alti della Rai.
Proprio perché così cattivi, non può esserci amore per loro. Quello va rivolto solo ai buoni. A Bonaiuti, Feltri, Minzolini, Vespa, Bondi e compagnia.
Com’è facile amare quelli che ci amano! Peccato che una delle tante verità evangeliche dice di amare i propri nemici e porgere la guancia destra a chi ci percuote la sinistra.
La sinistra… che parola orribile!
Tutti di sinistra, persino i giudici. Quelle maledette toghe rosse che anche quando vanno a cagare, cagano rosso. Che vanno ad indagare dove non dovrebbero e intercettano ciò che non dovrebbero. E così tutta la merda che per mesi, per anni è stata nascosta, viene a galla per sommergere le povere vittime della sinistra: il povero Berlusconi e i suoi stipendiati che si lamentano continuamente di come certe azioni siano venute fuori. Non delle azioni stesse. Non sia mai.
Che bella festa sarà quella di domani. Andrei volentieri pure io. Anch’io ho tanto amore dentro di me da manifestare. Non per il Popolo della Libertà, ma per la Libertà del Popolo
Penso sia la stessa cosa. O no?....
Pimpa
giovedì 18 marzo 2010
Di Stato si muore, in silenzio
Stefano, morto a ammazzato dallo Stato, viene ancor di più umiliato con questo silenzio maligno che offende i familiari della vittima e offende coloro che, nonostante tutto, ci credono ancora in quella cosa che si chiama Italia, ormai solo una parola, solo una vecchia idea. Nessun responsabile, nessuna condanna, seppur minima per coloro che follemente hanno massacrato nell’umido di una cella un nostro coetaneo descritto all’indomani dei fatti come un malato, un drogato e che dopo tutto se l’è cercata. Giorno dopo giorno i cari di Stefano cercano giustizia o più semplicemente una piccola verità tra le menzogne dichiarate dai vertici statali che pur sapendo stanno zitti. Una piccola verità che proprio il carnefice, cioè lo stato, dovrebbe dare ai genitori di Stefano che silenzio dopo silenzio non vogliono dimenticare e far dimenticare come è morto il proprio figlio.
St. e F.
lunedì 15 marzo 2010
Chi lavora aspetta premio
Questo asciutto proverbio antico sintetizza un principio semplice che chi svolge una qualunque attività avrà una ricompensa.
Pericle
Non si fa niente per niente
Sbagliate di grosso. Erano lì per prepararsi il futuro.
Dietro alla loro assidua presenza accanto ai cittadini casanovesi, c’erano già pianificazioni e programmazioni future. C’era già la consapevolezza di star mettendo da parte quella buona azione per il proprio tornaconto. Una sorta di salvadanaio, o conto bancario, in cui conservare buone azioni che, come interessi, avrebbero dato più voti.
Un buon politico sa sempre come muoversi. E’ sempre accanto al popolo nelle sue battaglie per dimostrare che condivide i suoi problemi, le sue paure, le sue preoccupazioni.
Tutto questo, in fondo, è molto legittimo. Ogni politico si prepara la piazza come meglio crede, in base alla propria sensibilità o scaltrezza. Nessuno avrebbe nulla da eccepire se non si avesse, ancora una volta, quella sgradevole sensazione di essere stati usati.
E’ quello che mi è successo stamattina, vedendo i manifesti fatti affiggere dall’on. Grimaldi. Manifesti rivolti esplicitamente al popolo casanovese su cui domina una foto della Selleccola con sopra e sotto la scritta: Abbiamo avuto tutti lo stesso incubo. Io ero con voi!
E si, Grimaldi era con noi. Ma come? Come cittadino preoccupato della devastazione del proprio territorio o come politico che vede in un tale evento una possibilità di accumulo voti?
Onestamente, questi manifesti mi hanno fatto lo stesso effetto di un pugno nell’occhio. Be’, non so se l’on. Grimaldi ha effettivamente avuto il nostro stesso incubo. Noi sicuramente l’abbiamo avuto. Un incubo interminabile.
E’ vero, Massimo ha trascorso molto tempo accanto ai casanovesi che protestavano all’ingresso della strada per Vaglie; sembra che abbia anche pagato l’affitto dei tendoni, e di questo lo ringrazio pubblicamente. Tuttavia, proprio perché era là e ha fatto tutto questo, ora vedo nelle sue azioni, non una schietta e disinteressata solidarietà, ma una sua ben orchestrata pianificazione.
Che te ne frega, potrebbe obiettare qualcuno, i politici sono tutti uguali. Non fanno nulla per nulla.
Me ne frega invece, perché quei manifesti sono un po’ un’offesa al popolo casanovese, una specie di ricatto che dice velatamente: io ho fatto questo per voi, ora aspetto che voi facciate qualcosa per me. La solita, spicciola politica dell’io do una cosa a te e tu dai una cosa a me che fa presa sui sentimenti di gratuita riconoscenza delle persone semplici.
Politicamente, la sua è forse una buona mossa, ma umanamente parlando mi sembra un po’ un miserabile atto di velata coercizione. Di sicuro non avrà il mio voto.
Ora vedremo cosa faranno gli altri candidati, Lorenzo Razzino e Antonio Russo, che pure erano a sostegno della battaglia dei casanovesi.
Mah! alla fine, ogni elettore si regola come vuole. Io ho soltanto detto la mia.
Fighter
sabato 13 marzo 2010
Che bello: i rintocchi dell’orologio…
Azz! Erano proprio i rintocchi del campanile! Chiari, dolci, per niente fastidiosi, di un orologio nuovo di zecca!
E bravo Gennaro che, dopo trent’anni e forse più, è riuscito a far suonare l’orologio della piazza fatto zittire da chi non riusciva a dormire a causa di quei rintocchi notturni!
Persone che, purtroppo, non sanno sognare al tocco leggero di una campana metallica.
Invece, a me, quei rintocchi notturni conciliavano il sonno; mi trasportavano in un mondo passato fatto di semplicità e sicurezza; mi regalavano rasserenanti sogni di bambino.
L’ex sindaco Di Biasio, anni prima, aveva promesso ai casanovesi che avrebbe fatto risuonare l’orologio, ma quella promessa non è mai stata mantenuta, forse per questione di tempo o perché i sonni di certe persone erano più importanti, non so. Ben venga ora il risveglio dell’orologio che ci porta indietro di qualche decennio, a quando gli animi erano più semplici e si poteva scandire la giornata con i suoi rintocchi.
Ricordo che essi erano di riferimento a chi lavorava in campagna e non aveva orologio.
Durante la raccolta delle ulive, a cui anch’io ero costretto a partecipare, ai rintocchi delle tre mio nonno ci diceva:
“Sta a sunà vintin’ore. Cominciammuce a preparà ca ce n’iammu” .
Non potete immaginare con quanta ansia aspettavo quei rintocchi per tornare a casa! Dopo una giornata passata a testa in giù, come si faceva prima, a raccogliere ulive, il rintocco della campana che scandiva le tre era una vera e propria liberazione. Solo chi ha vissuto quel periodo in quel modo, può capirlo.
Oggi, la modernità ci ha regalato precisissimi orologi elettrici o al quarzo, ma credo niente possa sostituire i bei rintocchi di una vecchia torre campanaria che sembra essere la sentinella di un paese.
Il pulcino ballerino
mercoledì 10 marzo 2010
Tutti figli di Socrate
Periodicamente, circa ogni cinque anni, la nostra bella regione può usufruire di un esercito di uomini che fanno carte false per diventare moderni crociati sotto la guida di un impavido condottiero. Grazie a questi cavalieri senza macchia e senza paura che per anni si sono avvicendati alla conduzione della regione, la Campania è diventata quello splendido territorio che è, vero giardino d’Italia, come l’Italia lo è d’Europa.
La Provincia di Caserta poi, tra tutte le province campane, è il vero fiore all’occhiello della regione, sempre grazie a questi uomini che, con un impegno e un’abnegazione unica, sono riusciti a trasformarla in un gioiello d’arte e di turismo: coste incontaminate e spiagge pulitissime che puoi trovare solo a Castelvolturno; terreni fertili e produttivi, concimati col costoso fertilizzante delle fabbriche del nord, che punteggiano tutto l’agro aversano e che ci regalano prodotti genuini e sani; ottima integrazione degli extra-comunitari con la popolazione locale a Villa Literno; i casalesi che, dopo l’azzeramento del loro clan, sono diventati tutti angioletti.
Cosa si può pretendere di più dai nostri politici?
La classe politica campana è una delle più presenti e impegnate per il benessere della propria regione, non per niente ci ha partorito un Clemente Mastella.
Anche questa volta, tantissimi volti ci sorridono rassicuranti dalle locandine ricche di frasi altisonanti per dirci che sono pronti a continuare l’opera dei loro predecessori, a lottare con le unghie e con i denti pur di spartirsi il sacrificio che richiede la salvezza della Campania.
Nel nostro collegio elettorale ce ne sono talmente tanti che si ha solo l’imbarazzo della scelta. Tra Carinola e Falciano ce ne sono ben quattro o cinque e il tuo misero voto non sai a chi darlo, col rischio che nessuno sarà eletto cavaliere provinciale o regionale perché, come dice un nostro saggio detto popolare, “sparti palazzu e diventa cantone”… e la nostra zona resterà scoperta nella difesa.
Ma guardiamo più da vicino i cavalieri senza macchia e senza paura desiderosi di lanciarsi nella lotta per le investiture a vantaggio del popolo carinolese e falcianese.
| Bonifacio Di Donato |
Chi chiama Bonifacio Di Donato vecchio dinosauro non ha capito proprio niente. Bonino non ha assolutamente voglia di mollare l’aspra lotta e, con un’esperienza trentennale alle spalle, ha deciso di portare la sua traffichina e pur rassicurante politica sociale, alla sprecciasepe (o pummaruliegliu se preferite), anche sul piano provinciale. Ce la farà? Dipende dalla lunghezza di vita dei suoi assistiti. Sicuramente raccoglierà tutti i voti dei vecchietti che, grazie a lui, hanno ottenuto pensione e accompagnamento. Se sono ancora in vita…
| Peppe Di Gregorio |
Altro discorso per Giuseppe Di Gregorio, giovane cavaliere che ha capito perfettamente che il futuro dei giovani è nella politica. Anche se ha bisogno ancora di farsi le ossa, un’intrigante forza d'animo non gli manca e col retaggio democristiano ereditato dai suoi avi, saprà sicuramente farsi strada. E poi, produce un ottimo Falerno con cui sedurre l’elettorato.
| Pasquale Galdieri |
Il dott. Pasquale Galdieri …. Dov’è ? Si è candidato o no? Comunque, se imposterà la sua politica provinciale sul modello di quella comunale, offensiva e becera, sicuramente farà molti proseliti. Oggigiorno è così che vanno le cose. L’altro più esperto Pasquale sicuramente gli farà da maestro.
| Massimo Grimaldi |
Il bel Massimo Grimaldi, dall’invitante faccia da schiaffi, ormai è un navigatore esperto della politica così come lo è della vita. Da abile giocatore qual è, ha capito perfettamente che la gente la devi trattare diplomaticamente a pesci i faccia se vuoi essere rispettato e temuto. Più sai farlo, più acquisti valore. Un vincente deve saper sempre scegliere il partito giusto, e quale partito poteva scegliere se non il PDL? Il garofano sta molto bene con il nastro tricolore. L’uno è padre dell’altro e, insieme, hanno fatto grandi cose. Grandi cose. Cose nostre.
Poi abbiamo Giovanni Ruoppo (o Delle Donne, non si capisce qual è il suo cognome). Vero esempio del giovane (è del 1985) carinolese rampante. Guardare per credere.
| Giovanni Ruoppo.... o Delle Donne? Boh |
| ...durante un momento di relax |
| Enza Mottola |
Unica nota stonata: sfortunatamente anche quei rompiscatole dell' Italia dei Valori hanno deciso di investire su Carinola e hanno candidato la giovane Enza Mottola. Non c'è da preoccuparsi, comunque: sembra che la voteranno solo quelli che hanno a cuore la giustizia e la legalità, quindi pochissimi.
La scelta per noi elettori si presenta difficile, molto difficile. Ce la faremo a investire da cavalieri le persone giuste? Mah! Se l’intelletto non ci falla, sapremo scegliere come abbiamo sempre fatto, con generosità, dividendo le nostre preferenze tra l’amico e il parente per non far torto a nessuno. E come sempre, non avremo santi in paradiso.
Goffredo di Buglione
P.S. I commentatori ci fanno notare che è stato dimenticato il nome di Antonio Russo. Avete ragione e ce ne scusiamo, ma qui si tratta di un vero esemplare di dinosauro per il quale siamo ancora nella fase di ricerca dei reperti archeologici. Di sue foto non se ne trovano sul web in quanto egli si muove nell'ombra. Le uniche foto disponibili non possono essere copiate in quanto, a causa del loro alto valore artistico e storico, sono severamente protette dalla legge sul copyright di cui è detentore l'addetto stampa ufficiale del comune. Se tra voi c'è qualche fortunato detentore di una sua foto, vi invitiamo a mandarcela.
P.S. I commentatori ci fanno notare che è stato dimenticato il nome di Antonio Russo. Avete ragione e ce ne scusiamo, ma qui si tratta di un vero esemplare di dinosauro per il quale siamo ancora nella fase di ricerca dei reperti archeologici. Di sue foto non se ne trovano sul web in quanto egli si muove nell'ombra. Le uniche foto disponibili non possono essere copiate in quanto, a causa del loro alto valore artistico e storico, sono severamente protette dalla legge sul copyright di cui è detentore l'addetto stampa ufficiale del comune. Se tra voi c'è qualche fortunato detentore di una sua foto, vi invitiamo a mandarcela.
martedì 9 marzo 2010
Investiture fasulle in chiesa?
Domenica 21 febbraio nella Chiesa Madre di Francolise, i fedeli che si erano recati alla messa delle ore 18 come ogni domenica, si sono ritrovati a presenziare, ad un inaspettato rito dal sapore medioevale: l'investitura di 3 Cavalieri e di un Commendatore da parte del Sovrano Ordine di Sant'Uberto di Lorena e di Barrois, durante il rito della Santa Messa.
Tra i Cavalieri investiti c'era anche il Presidente del Consiglio del Comune di Francolise, Stefano D'Alterio, e ad essere nominato commendatore era il parroco della comunità don. Raimono Pasquariello. Tale rituale però desta non pochi sospetti in merito alla sua liceità e opportunità dal punto di vista religioso. Il “Gran Maestro” del suddetto Ordine di Sant'Uberto nominava «in nome di Dio della Beata Vergine Maria, di San Michele Arcangelo, di San Giorgio e di Sant'Uberto» i Cavalieri e il Commendatore durante il rito della Santa Messa. Tutto ciò e molto strano però, visto che la Santa Sede riconosce attualmente due soli Ordini Cavallereschi tra cui non compare quello di Sant'Uberto di Lorena e di Barrois, mentre ad essere riconosciuti sono: l'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e il Sovrano Militare Ordine di Malta.
Come affermato anche più volte dall'Osservatore Romano tutti gli Ordini all'infuori dei due sopra citati, ricordiamo gli unici ad essere riconosciuti, non hanno nessuna approvazione da parte della Santa Sede e a tal proprosito stila una lista di Ordini fasulli tra cui compare anche il suddetto Ordine di Sant'Uberto di Lorena. Inoltre sul tema si può consultare anche l'autorevole opinione del 2005 del Vicariato di Roma guidato dal Cardinale Camillo Ruini, che come si sa vale per tutte le chiese del mondo, nel quale il Segretario Generale Mons. Mauro Parmeggiani precisa che «i parroci, rettori di chiese e cappelle pubbliche o anche di istituti religiosi, sono invitati a lasciar cadere le richieste d’uso delle chiese e cappelle presentate da Ordini non riconosciuti, in particolar modo quelle concernenti celebrazioni eucaristiche finalizzate alle cosiddette investiture di nuovi cavalieri. Qualora davanti a richieste che vi pongano nel dubbio di concedere o meno l’uso delle chiese delle quali siete responsabili, vi invito a sottoporre previamente le domande a voi pervenute alla Segreteria Generale del Vicariato».
Come affermato anche più volte dall'Osservatore Romano tutti gli Ordini all'infuori dei due sopra citati, ricordiamo gli unici ad essere riconosciuti, non hanno nessuna approvazione da parte della Santa Sede e a tal proprosito stila una lista di Ordini fasulli tra cui compare anche il suddetto Ordine di Sant'Uberto di Lorena. Inoltre sul tema si può consultare anche l'autorevole opinione del 2005 del Vicariato di Roma guidato dal Cardinale Camillo Ruini, che come si sa vale per tutte le chiese del mondo, nel quale il Segretario Generale Mons. Mauro Parmeggiani precisa che «i parroci, rettori di chiese e cappelle pubbliche o anche di istituti religiosi, sono invitati a lasciar cadere le richieste d’uso delle chiese e cappelle presentate da Ordini non riconosciuti, in particolar modo quelle concernenti celebrazioni eucaristiche finalizzate alle cosiddette investiture di nuovi cavalieri. Qualora davanti a richieste che vi pongano nel dubbio di concedere o meno l’uso delle chiese delle quali siete responsabili, vi invito a sottoporre previamente le domande a voi pervenute alla Segreteria Generale del Vicariato».
Su questo tema inoltre si sprecano anche inchieste giornalistiche che hanno smascherato sedicenti “Gran Maestri” che facendo leva sulla ingenuità e prosopopea di chi a tutti i costi voleva fregiarsi del titolo di Cavaliere o di altri titoli nobiliari, che ricordiamolo non sono riconosciuti dalla Repubblica Italiana, era pronto a spillare fior di quattrini a poveri sprovveduti, lasciandogli come regalo un mantello e una medaglietta come ornamento della propria vanità. Inoltre in materia si è espresso anche il Legislatore con la legge 178/51, dove all'art. 8 si legge che «è vietato il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche, con qualsiasi forma e denominazione, da parte di enti, associazioni o privati».
Nonostante questo, a presenziare a tale rituale partecipava ufficialmente anche il Sindaco di Francolise, Nicola Lanna, facendosi accompagnare dal gonfalone del Comune, impegnando, quindi, in tale cerimonia il nome di tutta la comunità francolisana.
A questo punto sorgono spontanee alcune domande e quanto meno alcuni dubbi che vorremo dissipare con l'aiuto dei diretti interessati. Vista lo spessore culturale e umano di don Raimondo Pasquariello, riconosciutogli da tutta la comunità, ci chiediamo: sapeva quanto detto in materia dal Vicariato di Roma? E se si, ha sottoposto la domanda d'uso della chiesa di Francolise da parte di un Ordine non Riconosciuto dalla Santa Sede quanto meno al Vescovo?
Al Presidente del Consiglio del Comune di Francolise, Stefano D'Alterio, chiediamo se ha versato soldi per farsi riconoscere Cavaliere del Sovrano Ordine di Sant'Uberto di Lorena e di Barrois? Se si, e visto quanto affermato sia dalla Santa Sede che dal Legislatore, non è il caso di domandarsi se è stato truffato?
Infine, al Sindaco Nicola Lanna: prima di presenziare, con Gonfalone comunale al seguito, a cerimonie e riti non meglio identificati, e da quanto appreso osteggiati sia dalla Santa Sede che dalla Legge Italiana non sarebbe meglio informarsi, prima di andare a rappresentare tutti i cittadini di Francolise in manifestazioni di dubbia legittimità? Non è meglio onorare il nome di tutti i cittadini di Francolise in manifestazioni di ben altro spessore culturale?
Nonostante questo, a presenziare a tale rituale partecipava ufficialmente anche il Sindaco di Francolise, Nicola Lanna, facendosi accompagnare dal gonfalone del Comune, impegnando, quindi, in tale cerimonia il nome di tutta la comunità francolisana.
A questo punto sorgono spontanee alcune domande e quanto meno alcuni dubbi che vorremo dissipare con l'aiuto dei diretti interessati. Vista lo spessore culturale e umano di don Raimondo Pasquariello, riconosciutogli da tutta la comunità, ci chiediamo: sapeva quanto detto in materia dal Vicariato di Roma? E se si, ha sottoposto la domanda d'uso della chiesa di Francolise da parte di un Ordine non Riconosciuto dalla Santa Sede quanto meno al Vescovo?
Al Presidente del Consiglio del Comune di Francolise, Stefano D'Alterio, chiediamo se ha versato soldi per farsi riconoscere Cavaliere del Sovrano Ordine di Sant'Uberto di Lorena e di Barrois? Se si, e visto quanto affermato sia dalla Santa Sede che dal Legislatore, non è il caso di domandarsi se è stato truffato?
Infine, al Sindaco Nicola Lanna: prima di presenziare, con Gonfalone comunale al seguito, a cerimonie e riti non meglio identificati, e da quanto appreso osteggiati sia dalla Santa Sede che dalla Legge Italiana non sarebbe meglio informarsi, prima di andare a rappresentare tutti i cittadini di Francolise in manifestazioni di dubbia legittimità? Non è meglio onorare il nome di tutti i cittadini di Francolise in manifestazioni di ben altro spessore culturale?
Certi che una spegazione a tutto quanto accaduto esiste, speriamo vivamente in una risposta dei diretti interessati.
Speriamo, inoltre, di aver chiarito un po' di dubbi a tutte quelle persone che recandosi quel giorno a messa è tornata a casa chiedendosi se una cosa del genere fosse lecita o meno.
Speriamo, inoltre, di aver chiarito un po' di dubbi a tutte quelle persone che recandosi quel giorno a messa è tornata a casa chiedendosi se una cosa del genere fosse lecita o meno.
un passante
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